il girotondo


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dicono di noi

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Regali per i piccoli? Al baby atelier dell’usato
da Il Gionale del 28 aprile 2010

Ottimi affari per i genitori e gran regali per i bambini: una proposta davvero geniale, valida sempre, ancor più a Natale. Da dove arriva, come funziona e, soprattutto, cosa c’è sotto?
Sono negozi fatti e finiti che mettono in vendita abbigliamento, giocattoli e tutto ciò che può servire, ma anche piacere e divertire, ai bambini. I prezzi sono vantaggiosi perché la merce è per la maggioranza usata. A presentarla può essere chiunque, ma è solo il negozio, in base a propri criteri, a decidere se accettarla o no. L’articolo considerato idoneo entra a far parte dell’offerta del baby atelier, ribassato nel costo almeno della metà rispetto al valore di listino. Una volta acquistato, il guadagno viene diviso in parti uguali tra il proprietario d’origine e il gestore, secondo il sistema del conto-vendita. Stando al giro d’acquisti e commenti, la formula pare proprio funzionare, addirittura non si capisce chi sia il più soddisfatto tra chi compra, chi vende e chi rivende.
Proprio a questo puntava Renata Monfrini quando, nel ’97, apriva il Girotondo in via Dugnani 6, zona Parco Solari. «Ho impostato l’attività cercando di renderla un’occasione sia per le mamme che hanno gli armadi pieni di cose bellissime, ma che non usano, sia per quelle che sanno quanto impegnativo sia mantenere un figlio, sia per me, che da sempre sognavo un negozio così».
Al Girotondo l’assortimento è vastissimo, spazia dal vestiario (0-16 anni), ai giochi, alle attrezzature. L’offerta si presenta in ottime condizioni tanto da sembrar nuova (in parte lo è) e non mancano le griffe. Golfini, pantaloni e scarpe intorno ai 25 euro, peluche e giochi 10-20 euro, seggioloni e passeggini a 80 euro, sci dai 60 euro. E oggi pomeriggio i bimbi, accompagnati dalle loro mamme personal shopper, sono invitati a far merenda con Babbo Natale.
Da Robadabimbi (via Pascoli 3, zona Città studi), invece, ogni giorno possono divertirsi nello spazio, pieno di macchinine, bambole e altro ancora, che correda il negozio, dove intanto mamme e nonne, zie e cugine pensano a cosa regalargli. La scelta, usata e garantita, è molto ricca, al contrario dei prezzi. Esattamente come al Piccolo Principe (via Sidoli 20, vicino a piazzale Susa) che, oltre al vestiario per i bimbi (0-12 anni), si trova anche il premaman e, nel reparto accessori, biciclette e moto elettriche a 20 euro, giochi in scatola e puzzle anche a 3 euro, culle e carrozzine dai 70 euro. Da segnalare due indirizzi ancora che, uguali agli altri nella «logica di mercato», hanno un accorgimento in più: a fine stagione i capi non venduti vengono dati in beneficenza, se il primo proprietario è d’accordo. Sono il Nascondino e Baby Boom Boutiques.

Se la mamma fa negozio
da Corrirere della Sera.it

Se la mamma fa negozio Prima il lavoro dipendente in contabilita', poi la collaborazione in un'azienda commerciale, infine il grande salto: l'apertura di un'attivita' autonoma. Il tutto intervallato da periodi di maternita' per la nascita dei tre figli. Renata Monfrini, milanese, e' un esempio di lavoratrice e di madre che nel corso degli anni ha saputo rinnovarsi mettendo a buon frutto le sue esperienze. Da qualche tempo ha aperto nel capoluogo lombardo "Il Girotondo", emporio specializzato nella vendita di vestiti, attrezzature e accessori usati per bambini fino agli undici anni. Un'idea imprenditoriale ancora poco diffusa subito coronata da un grande successo per la necessita' di "sbarazzarsi" di cio' che i figli, crescendo, non usano piu' e di reperire sul mercato prodotti a un prezzo davvero contenuto. Un'idea che potrebbe essere ripresa anche in altre citta'. L'avvio di un commercio di questo tipo non comporta particolari problemi burocratici. Va invece curata nei minimi particolari l'impostazione dell'attivita'. Secondo i consigli di Renata Monfrini e' necessario reperire un ambiente di almeno 150 metri quadrati per l'efficace esposizione dei prodotti; va bene anche un seminterrato, arredato pero' con gusto. La merce viene acquistata in conto vendita e rivenduta con un ricarico del 50 per cento. Gli articoli devono essere di livello medio - alto, in buono stato di conservazione e di marche conosciute. + fondamentale la conoscenza merceologica, e i relativi prezzi del "nuovo", che si ottengono girando per negozi, leggendo riviste e cataloghi specializzati. Il volantinaggio davanti a scuole e asili e' un efficace sistema per farsi conoscere. Queste le mosse vincenti di Renata Monfrini alle quali unisce anche la sua collaudata esperienza di mamma. L'attivita' viene proposta anche con la formula del franchising. Informazioni: tel. 02 - 437293.

Fava Felice

Moda: e' boom dell'usato griffato
Crisi, nascono i primi club di 'fashion-scambiste'. Borse cult in affitto su Internet
da Ansa.it

di Roberta Filippini

MILANO - C'é un boom dell'usato griffato, in vere boutique del riciclo di lusso o nei mercatini, e nascono i primi club di fashion-scambiste, niente a che vedere col sesso naturalmente. La crisi è anche questo, un cambiamento di consumi: non è la fine del consumismo, me è l'inizio di un nuovo modo di amare la moda. Nessuno è più disposto a comprare pur di comprare, e allora ecco le nuove abitudini. Prima di tutto, per fare entrare qualcosa di nuovo nell'armadio, quasi tutte le donne ormai devono eliminare un po' del 'vecchio'. C'é la signora che fa beneficenza, ma per una che regala, dieci ormai vanno a vendere.

Spiega Renata Monfrini, che ha ideato alcuni anni fa 'Il Girotondo' di via Dugnani a Milano: "abbiamo deciso di bloccare per due settimane gli appuntamenti con chi vuole consegnarci i capi, perché non sappiamo più dove metterli". Il Girotondo era nato per riciclare i vestitini, quelli migliori, quelli che finiscono per essere indossati pochissimo dai bambini. Dai pupi alle mamme il passo è stato breve: "ritiriamo vestiti e accessori preferibilmente di marca e comunque sempre in buono stato, concordiamo il prezzo e poi, se lo vendiamo, facciamo a metà con la proprietaria. Ma in tutti questi anni - spiega Monfrini - mai c'era capitata una tale valanga di merce.

Deve essere la crisi, molte signore cercano di fare un po' di cassa con le cose vecchie. Che poi vecchie non sono, magari hanno solo stufato o non sono mai state della taglia giusta e diventano il capo firmato cui altre donne aspirano". Perché anche se gli stilisti cambiano i trend continuamente, nel vissuto delle donne le mode resistono di più. Ed è ormai difficile stabilire cosa sia di tendenza e cosa no, per cui il criterio di scelta è molto più libero e l'usato va alla grande. Lo confermano anche da Dress Agency, stessa logica 'in contro vendita', con due sedi a Roma, in via del Vantaggio e in via Plana ai Parioli: "quest'anno c'é più gente a consegnare i vestiti. Forse - aggiungono - non è ancora cresciuto molto il numero di chi compra".

A Roma soprattutto c'é la concorrenza dei mercatini come il Borghetto in zona Flaminio, dove si fanno colpi grossi con poche decine di euro. E' stato il turn-over ossessivo della moda, paradossalmente a far nascere la voglia di 'vintage'. Al 'Mercatino Michela', indirizzo Milanese dell'usato di alta qualità, fanno un ragionamento differenziato che forse spiega i contorni della crisi: nel loro negozio di viale Tunisia, zona semi-centrale, la clientela, che mediamente è di target più basso, è decisamente aumentata. Invece nella sede di via Spiga, pieno quadrilatero della moda, "é diminuito il numero di signore che vengono a sfoltire il guardaroba firmato e qualcuna viene a riprendersi i capi affidati in vendita, dopo aver visto che in giro non c'é niente di molto bello e in compenso tutto é molto caro".

C'é poi chi non si separerebbe mai dal vestito amato, ma è disposta a tradirlo per un po'. Spiega Gianna, bancaria romana trentenne e vera fashion-victim: "stiamo cercando di creare un giro di donne per scambiare abiti e accessori, come ormai si fa normalmente a Londra e New York. Tutto funziona però sul passaparola, niente internet. Per ora siamo un gruppo di amiche, stessa taglia e stessi gusti. Avevamo anche pensato di comprare in società una borsa importante, ma abbiamo rinunciato, non vogliamo litigare per il possesso". Su internet c'é invece chi ha iniziato una nuova forma di business, offrendo in affitto le borse cult della stagione, quelle che costano anche più di 1500 euro: con 70 euro per una settimana o 250 euro per un mese, le patite della moda si tolgono la voglia e non ci pensano più.

Ci si può divertire anche in un negozio...secondhand
da Corriere della Sera.it

Di Marina Martorana


Quest'anno è l'undicesimo anno che il girotondo è aperto. (www.girotondoweb.it). Era un sogno che avevo nel cassetto da quando ero ragazzina: delle amiche di mia madre avevano un posto in cui vendevano capi di abbigliamento da donna in conto vendita. Ho pensato che fosse un' idea geniale: poca esposizione economica e grande possibilità di cambiarsi abiti firmati/ "griffati" senza spendere molto. Dopo 3 figli mi sono resa conto dei costi x mantenerli e ho cercato di attuare il mio sogno ma nel settore dell'infanzia. Ad oggi tengo bambino-adolescente ed adulto.Il girotondo oltre ad essere un negozio (mq 250) è il mio "rifugio" e il "paradiso" nello stesso tempo. L'ambiente è sereno, tranquillo e familiare. Le mie clienti sono davvero speciali. Le risate e le battute sono all'ordine del giorno. Qualcuna ormai, se mi vede in difficoltà, partecipa al lavoro dandomi il proprio contributo "manuale", chiedendomi del Girotondo. Solo quando sono sul lavoro (anche se non mancano professionalità e regole ben definite) mi sento assolutamente me stessa. La spontaneità e la disponibilità, doti che mi contraddistinguono, fanno del girotondo un ambiente davvero fantastico. Le collaboratrici di cui mi avvalgo sono tutte molto solari e quindi partecipano anche loro a rendere l'ambiente "familiare". Non potrei stare senza il mio girotondo...ma ancora meno potrei stare senza tutte le mie clienti, che involontariamente o volutamente, fanno parte della mia felicità e partecipano anche alla mia vita privata perchè le coinvolgo o più semplicemente si fanno coinvolgere e, a volte, si lasciano andare a situazioni che le porta ad essere spontanee e loro stesse. Sono riuscita a strappare sorrisi a persone inespressive e fredde come il marmo...Insomma, il girotondo è davvero una mia grande soddisfazione.
Renata Monfrini

Gentile Renata, la ringrazio per questa testimonianza ricca di umanità. Aggiungo per i lettori outlettari che Il Girotondo, che si trova milano in via Dugnani 6, è stato tra i primissimi punti vendita in Italia di usato selezionato per bambini. E da poco ospita anche capi e accessori firmati secondhand per donne.

Da Armani a Prada, scarpe e abiti firmati
da Corriere della Sera.it

Usato di lusso nel nuovo reparto donna del Girotondo,
dopo dieci anni di attività centrata solo sull'usato in
ottimo stato per bambini


Le mamme domandavano a raffica: ma perché non fare anche un
reparto per donna? .Così, .dopo dieci anni di attività centrata solo
sull'usato in ottimo stato per bambini, ecco l'evoluzione. La titolare del Girotondo, Renata Monfrini, ha capitolato. E da poco, un terzo del suo elegante seminterrato di 250 metri quadrati vicino al Parco Solari, espone capi e accessori femminili secondhand. L'iniziativa ha subito funzionato, tant’è che anche le «non mamme» frequentano il negozio. Il via vai femminile s’è moltiplicato: tra quante portano articoli che non usano più da lasciare lì in conto vendita a chi affolla l'emporio a caccia dell'affare, c'è sempre il pienone. L'offerta, in effetti, non delude: è molto attenta e selezionata. Nulla di tristanzuolo o stazzonato. E il risparmio oscilla dal 50% al 70%, dipende soprattutto dal brand. Parecchie le griffe quasi nuove che si alternano tra stand e scaffali. Per esempio, le scarpe partono da 20 euro, ma il mocassino Prada beige costa 50 euro e lo stivaletto Tod's in camoscio 120. Tra le borse, diversi modelli Gucci: le vintage sugli 80-90 euro, le attuali intorno ai 130, come quelle firmate Fendi. Tra l'abbigliamento d'autore spiccano adesso parecchi giacconi imbottiti per l'inverno, di Aspesi intorno agli 80-90 euro, i Fay vanno da 80 a 100. E i cappotti vanno da 45 a 90 euro. Poi, tra i vari tailleur prezzati da 45 a 90 euro, non mancano gli intramontabili Armani. Ma la scelta spazia anche in altri generi, dagli esuberanti abiti da sera, anche per festeggiare i 18 anni, al sontuoso poncho in visone, con code penzolanti.

Il Girotondo, via Dugnani 6, tel. 02.43.72.93. Orari: 10/13 e 15/19.

M. Mart.

Gentile Signora Monfrini,

a nome del Villaggio della Madre e del Fanciullo Onlus La ringrazio vivamente per la Sua generosità. Gli abiti da Lei fornitici sono di grande aiuto per i bambini delle mamme da noi ospiti e costituiscono per loro un graditissimo dono.

Noi facciamo tutto il possibile perché questi bambini possano crescere come gli altri e non sentirsi mai emarginati dalla società. Anche un buon abbigliamento serve a questo scopo.

Grazie ancora, con la speranza di fare la Sua conoscenza.


Pierluigi Malinverni, Presidente del Villaggio

MILANO, 19 OTT - C'é un boom dell'usato griffato, in vere boutique del riciclo di lusso o nei mercatini, e nascono i primi club di fashion-scambiste, niente a che vedere col sesso naturalmente


La crisi è anche questo, un cambiamento di consumi: non è la fine del consumismo, me è l'inizio di un nuovo modo di amare la moda. Nessuno è più disposto a comprare pur di comprare, e allora ecco le nuove abitudini. Prima di tutto, per fare entrare qualcosa di nuovo nell'armadio, quasi tutte le donne ormai devono eliminare un po' del 'vecchio'.

C'é la signora che fa beneficenza, ma per una che regala, dieci ormai vanno a vendere.
Spiega Renata Monfrini, che ha ideato alcuni anni fa 'Il Girotondo' di via Dugnani a Milano: "abbiamo deciso di bloccare per due settimane gli appuntamenti con chi vuole consegnarci i capi, perché non sappiamo più dove metterli". Il Girotondo era nato per riciclare i vestitini, quelli migliori, quelli che finiscono per essere indossati pochissimo dai bambini.

Dai pupi alle mamme il passo è stato breve: "ritiriamo vestiti e accessori preferibilmente di marca e comunque sempre in buono stato, concordiamo il prezzo e poi, se lo vendiamo, facciamo a metà con la proprietaria. Ma in tutti questi anni - spiega Monfrini - mai c'era capitata una tale valanga di merce. Deve essere la crisi, molte signore cercano di fare un po' di cassa con le cose vecchie. Che poi vecchie non sono, magari hanno solo stufato o non sono mai state della taglia giusta e diventano il capo firmato cui altre donne aspirano".

Perché anche se gli stilisti cambiano i trend continuamente, nel vissuto delle donne le mode resistono di più. Ed è ormai difficile stabilire cosa sia di tendenza e cosa no, per cui il criterio di scelta è molto più libero e l'usato va alla grande. Lo confermano anche da Dress Agency, stessa logica 'in contro vendita', con due sedi a Roma, in via del Vantaggio e in via Plana ai Parioli: "quest'anno c'é più gente a consegnare i vestiti. Forse - aggiungono - non è ancora cresciuto molto il numero di chi compra".

A Roma soprattutto c'é la concorrenza dei mercatini come il Borghetto in zona Flaminio, dove si fanno colpi grossi con poche decine di euro. E' stato il turn-over ossessivo della moda, paradossalmente a far nascere la voglia di 'vintage'. Al 'Mercatino Michela', indirizzo Milanese dell'usato di alta qualità, fanno un ragionamento differenziato che forse spiega i contorni della crisi: nel loro negozio di viale Tunisia, zona semi-centrale, la clientela, che mediamente è di target più basso, è decisamente aumentata.

Invece nella sede di via Spiga, pieno quadrilatero della moda, "é diminuito il numero di signore che vengono a sfoltire il guardaroba firmato e qualcuna viene a riprendersi i capi affidati in vendita, dopo aver visto che in giro non c'é niente di molto bello e in compenso tutto é molto caro". C'é poi chi non si separerebbe mai dal vestito amato, ma è disposta a tradirlo per un po'. Spiega Gianna, bancaria romana trentenne e vera fashion-victim: "stiamo cercando di creare un giro di donne per scambiare abiti e accessori, come ormai si fa normalmente a Londra e New York.

Tutto funziona però sul passaparola, niente internet. Per ora siamo un gruppo di amiche, stessa taglia e stessi gusti. Avevamo anche pensato di comprare in società una borsa importante, ma abbiamo rinunciato, non vogliamo litigare per il possesso". Su internet c'é invece chi ha iniziato una nuova forma di business, offrendo in affitto le borse cult della stagione, quelle che costano anche più di 1500 euro: con 70 euro per una settimana o 250 euro per un mese, le patite della moda si tolgono la voglia e non ci pensano più.

http://it.fashionmag.com/news/news.php?id=76230

Sci usati - Il Girotondo - ViaA Dugnani 6 - 02.43.72.93 - Orari: 10/13 e 15/19; Giovedì continuato.
Promozione dal 17 al 22 novembre su scarponi e sci usati (Lange, Salomon, Volkl): della scorsa stagione e per ogni eta. Completi di attacchi costano 80 euro.
(m.m.)


Da Vivimilano CORRIERE DELLA SERA novembre 2008

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